Noi amiamo le api

Il Time riporta la storia di Peter Kozmus che, di ritorno con un volo dagli Stati Uniti, viene accolto dalla popolazione slovena come un eroe, con tanto di sventolio delle bandiere nazionali. Non è solo e non è neanche un attore o un politico famoso; Peter fa parte di una delegazione di cittadini che hanno presentato alle Nazioni Unite la petizione con la quale viene richiesta la creazione della Giornata Mondiale delle Api.
Era il 17 ottobre del 2017 e la decisione viene presa: il 20 maggio sarà, per sempre e in tutto il mondo, il giorno in cui celebrare uno degli insetti più importanti per l'uomo e la sua essitenza. Questa giornata coincide con quella della nascita, tre secoli prima, di Anton Janša, sloveno anch'egli, considerato tra i padri dell'apicoltura razionale.

Il Slovenia l'apicolura è un modo di vivere. Con 2 milioni di abitanti è una delle più piccole nazioni europee, dove però una persona ogni 200 è apicoltore. Un numero eclatante se si considera che tra i restanti 741 milioni di europei, il dato è di 1 su 1600.
Il miele appare in molti piatti sloveni e l'apiterapia è utilizzata come cura di molte patologiee ma non per il coronavirus; durante la pandemia il governo sloveno ha considerato gli apicolturi come categoria essenziale di lavoratori e quindi liberi di potersi muovere e di continuare la propria attività.

Le api sono esseri essenziali per l'uomo: la loro opera, come impollinatori delle nostre colture, è responsabile di un cucchiao su tre di quello che mangiamo. Ben noto è il pensiero di Einstein su questo insetto. Le api, in accordo anche con gli studi più attuali, hanno un ruolo fondamentale nel bilanciamento di tutto l'ecosistema.

Alcune specie di impollinatori sono in declino. In europa i bombi sono diminuiti del 17 percento e gli scenziati, in nord America, parlano di estinzione di massa per una caduta al 46%. Le api diminuiscono in tutto il mondo anche se con numeri diversi da regione a regione: sempre in america gli apicoltori denunciano, per la specie da miele, una riduzione del 37% lo scorso anno. Ci sono diverse cause note, inclusi pesticidi e la sempre minore resenza di fioriture selvatiche ma il fattore chiave resta il cambiamento climatico: l'imprevedibilità delle stagioni riduce la produzione di polline e le temperature elevate stanno minando la capacità delle api di regolare la temperatura negli alveari.

Eppure in Slovenia la popolazione di api sta aumentando. Mentre è difficile fare paragoni tra tutti i Paesi a causa della mancanza di dati e per i diversi metodi usati per rilevarli, l'Associazione degli apicoltori sloveni riporta un aumento del 2% delle colonie di api in tutto il Paese. Dal 2007  al 2017 l'aumento del numero di arnie è stato del 46% come confermato anche dai dati dell' Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO).

Ora che i cambiamenti climatici minaccino le api in tutto il mondo, gli Sloveni vogliono trasformarsi da semplici "gestori" della tradizione apistica in veri e propri sostenitori attivi nella lotta a questa crisi. Puntano infatti ad esportare le loro tecniche e la loro legislazione in tutto il resto del mondo.
"E' urgente" dice Peter Kozmus.

Libera traduzione di un estratto da un articolo di Melissa Godini
pubblicato online da Time e visitabile qui.